Aleksandra Mir

Sicilian Pavilion

Frontiere Arte e Linguaggi Contemporanei for the Micromuseum, June 2007
Press Release

PRESS RELEASE

Palermo
3 June - Venice, 5 June 2007
Frontiere Arte e Linguaggi Contemporanei for the Micromuseum, Palermo

On Sunday June 3rd in the evening, a ’77 Silver Shadow Rolls Royce will depart from Palermo, embark on the ferry to Naples and begin a three-day journey of 200 nautical miles and 800 kilometers across the Italian peninsula to Venice, to arrive at the opening of the 52nd International Art Exhibition, La Biennale di Venezia.

In the car are the three producers of the project: the Polish/Swedish/American artist Aleksandra Mir, who moved to Palermo from New York one year ago, the Sicilian curator Paolo Falcone and the Italian collector Marion Franchetti. Two young Sicilian artists are also invited as guests, Luca De Gennaro and Salvo Prestifilippo.

Announcing itself as the Sicilian Pavilion to the 52nd International Art Exhibition, La Biennale di Venezia, the project is a light-hearted, eccentric and informal gesture with deep political implications. The Sicilian Pavilion takes as its primary objective the promotion of Sicilian culture and art in the prestigious international context of the Venice Biennale – which, with its recent additions of Chinese and African pavilions celebrates globalization, but where regional politics may still be overlooked. The Sicilian Pavilion proposes itself as both an uninvited participant and an invited guest, equal in prestige to the Biennale, declaring its own importance as a region where art and cultural production are traditional, experimental and thriving, despite a profound lack of resources such as established institutions, grant-giving bodies or a market.

The poetics of the work are as deeply embedded: the Palermo-registered Rolls Royce summons the spirit of the Sicilian aristocracy in decay, as depicted in Visconti’s famous film, The Leopard. At the same time it delivers fresh and new talent – it is at once a melancholic and hopeful meditation on the prospects of the future. The fate of the young artists upon arrival in Venice is left open: all participants will be left to their own devices. Without money for hotels or official VIP invites, they will initially have to scramble and squat.

The Sicilian Pavilion was conceived in a dialogue between artist Aleksandra Mir and curator Paolo Falcone about the status of Sicily in the world. Aleksandra Mir donated her artwork to pay for the journey, trading it with collector Marion Franchetti (the daughter of the recently deceased Barone Giorgio Franchetti), who made it possible.
The car, the property of Paolo Falcone, is made available and driven by Falcone who acts as both commissioner and chauffeur. This intimate and triangular construct creates a forceful and passionate island of independence in a sea of indifference and apathy.

Luca De Gennaro (b. Palermo 1979), a graduate of the Palermo Academy of Fine Art, 2006, uses traditional outsider media such as tattooing and graffiti to create his persona and ongoing social performance. With this journey he would like to be an example of and instrument for the mechanizations of the art system, casting himself upon arrival in Venice as a yearning fan, stalking established artists and star curators for autographs and snapshots, shedding light on the ephemerality of fame and the anxieties that permeate our industry. Salvo Prestifilippo (b. Palermo 1978), studied photography with Shobha and Letizia Battaglia. He uses the medium primarily as an ethnographic tool with which to meticulously cover art world events, as if they were large-scale, elaborate productions of social relations and forms worthy of analysis and presentation, backstage and in progress. As such, he will actively document and subsequently produce the story of the very journey of the Sicilian Pavilion from his hometown of Palermo to the destination of Venice.

All five participants thus take an active and self-conscious part in their roles, as themselves and as symbolic entities.

Special support by Peter Contiogliozzi and Giorgio Gallenzi, collectors in London and Rome. Special Thanks also to Chiara Planeta for the wine.

*

La sera di domenica 3 giugno, una Rolls Royce Silver Shadow del '77 partirà dal porto di Palermo imbarcandosi sul traghetto per Napoli e, dopo avere attraversato in tre giorni di viaggio, tutta la penisola italiana -200 miglia marine e 800 chilometri-, arriverà alla vernice della 52° edizione della Biennale di Venezia.

Nella macchina viaggiano i protagonisti del progetto: l'artista di origine polacco-svedese-americana Aleksandra Mir, trasferitasi a Palermo da New York un anno fa, il curatore siciliano Paolo Falcone e la collezionista romana Marion Franchetti. Inoltre due giovani artisti siciliani, Luca De Gennaro e Salvatore Prestifilippo, sono invitati come artisti ospiti del padiglione.

Autoannunciatosi come il 'Padiglione Siciliano' alla 52° edizione della Biennale, il progetto è uno spiritoso ed eccentrico atto informale con chiare implicazioni politiche. Il 'Padiglione Siciliano' si pone come obiettivo la promozione della cultura e dell'arte siciliana nel prestigioso contesto internazionale della Biennale di Venezia- dove, con le recenti acquisizioni dei padiglioni Cinese e Africano, si celebra la globalizzazione, ma dove le politiche regionali potrebbero invece risultare ancora trascurate. Il 'Padiglione Siciliano' si autopropone sia come un partecipante non invitato sia con un ospite invitato alla pari con gli altri. Dichiara così la propria importanza come una regione dove la produzione dell'arte e della cultura sono fiorenti, a dispetto della grave mancanza di risorse dovuta all'indifferenza delle sue istituzioni; trovandosi perciò fuori dal dibattito culturale e dal sistema del mercato dell'arte contemporanea internazionale.

La poetica del progetto è in tal senso molto chiara: la Rolls Royce targata Palermo esprime lo spirito decadente della sua aristocrazia come quello descritto nel famoso film di Visconti Il Gattopardo. Il 'Padiglione Siciliano' allo stesso tempo consegna nuovi ed energici talenti 'come una meditazione sia malinconica che fiduciosa sul futuro dell'isola. Il destino dei giovani artisti che arriveranno a Venezia è lasciato appositamente aperto: tutti i partecipanti verranno lasciati alla loro arte di arrangiarsi, senza soldi per gli alberghi o inviti ufficiali. Dovranno inizialmente azzuffarsi e sgomitare.

Il 'Padiglione Siciliano' è il frutto di un dialogo tra Aleksandra Mir e il curatore Paolo Falcone come riflessione sul ruolo della Sicilia nel mondo. Aleksandra Mir, per rendere possibile l'idea, ha donato alcuni suoi lavori alla collezionista Marion Franchetti (figlia del Barone Giorgio Franchetti, collezionista recentemente scomparso) la quale ha finanziato il progetto. La macchina, proprietà di Paolo Falcone, è messa a disposizione del progetto e guidata da lui stesso, in tal senso committente, curatore e autista.

Questa combinazione intima e triangolare crea una forte e appassionata isola di indipendenza in un mare di indifferenza ed apatia. Luca De Gennaro (Palermo 1979), diplomato all'Accademia Di Belle Arti di Palermo nel 2006, usa media tradizionalmente fuori dagli schemi quali il tatuaggio e i graffiti per creare il suo personaggio performativo, sempre in evoluzione. Con questo viaggio intende essere un esempio di- e strumento per- le meccanizzazioni del sistema dell'arte, scegliendo di interpretare durante l'arrivo a Venezia il fan acclamante che pedina gli artisti affermati e i curatori più famosi in cerca di autografi e scatti fotografici, mettendo in luce la precarietà della fama e le ansie che permeano il nostro sistema industriale/socio-culturale.

Salvatore Prestifilippo (Palermo 1978) ha studiato fotografia con Shobha e Letizia Battaglia. Usa il mezzo innanzitutto come strumento etnografico con il quale catturare meticolosamente su larga scala eventi del mondo dell'arte, elaborate su larga scala in produzioni di forme e relazioni sociali meritevoli da analizzare e mostrare, attraverso la documentazione dei backstage nel loro divenire. Perciò Salvatore Prestifilippo, documenterà ed in seguito produrrà la storia del viaggio del Padiglione Siciliano, da Palermo fino alla sua finale destinazione a Venezia.

Tutti e cinque i partecipanti quindi interpreteranno i loro ruoli in modo attivo e cosciente, in veste di loro stessi e di entità simboliche.

Il progetto vede inoltre il sostegno di due noti collezionisti: Peter Contigliozzi da Londra e Giorgio Gallenzi da Roma. Un ringraziamento speciale a Chiara Planeta per il sostegno.