Aleksandra Mir

Party with us 10 years after

By Valentina Bruschi
Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo, September 2013

PRESS RELEASE

27 Sept - 15 December 2013
Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo

Dieci anni tra opere, ricordi e progetti, attraversati da cambiamenti, sfide e conquiste: la prima decade di attività della galleria palermitana “Francesco Pantaleone Arte Contemporanea”.

Dieci anni che Francesco Pantaleone e il suo socio, Francesco Giordano, festeggiano con una mostra collettiva curata da Valentina Bruschi, attenta osservatrice che ha colto, non solo il loro percorso professionale e culturale, ma anche quello umano e personale.

Dalla home-gallery aperta nel 2003, insieme alla vicina e socia di casa Pamela Erbetta, nei saloni all’ultimo piano di Palazzo Rammacca, la FPAC si è trasferita da pochi mesi in una nuova galleria al primo piano di Palazzo Di Napoli, affacciata sui Quattro Canti, tra alcuni nei monumenti più conosciuti della città.

La collettiva, che coinvolge oltre venticinque artisti, vuole essere un “racconto” della galleria, in cui si coniuga la passione per l’attività culturale con l’amore per la Sicilia, attraverso i lavori (alcuni dei quali inediti) degli artisti italiani ed internazionali che in essa hanno esposto. Le opere sono frutto di un rapporto profondo degli artisti con la città di Palermo, le sue storie e i suoi forti contrasti. Alcuni degli artisti in mostra, come Aleksandra Mir, non hanno mai esposto prima nella galleria, ma hanno realizzato in collaborazione con la stessa progetti importanti.

A sottolineare questo legame con il luogo d’origine delle opere che hanno costruito la storia della galleria, verrà presentato un progetto originale out-door, abbinato alla collettiva, allestita nel nuovo spazio. Si tratta di un intervento fuori dallo spazio espositivo con l’installazione di una selezione di opere, alcune provenienti dalla collezione della galleria e altre realizzate per l’occasione, che vogliono ribadire lo stretto rapporto tra la Galleria, gli Artisti e la Città.

La “Francesco Pantaleone Arte Contemporanea” si apre così allo spazio urbano ed espone opere di artisti contemporanei nelle vetrine di alcuni negozi dei Quattro Canti, lungo gli assi del Cassero e di via Maqueda, scelti per la sensibilità culturale di chi li gestisce e le atmosfere di cui sono carichi.

La vetrina come spazio-limite, confine tra l’esterno e l’interno, demarcazione tra paesaggio pubblico e spazio privato, luogo di transito che si trasforma in finestra. Vetrina che attraverso l’arte diventa capace di sollecitare l’attenzione di chi guarda. Così, oltre il diaframma di vetro, l’arte si rende visibile e si offre. Un’opportunità per gli artisti di misurare il loro lavoro con un pubblico più ampio, uscendo dalla tradizionale white cube. Un’occasione diversa per la galleria, che non ha mai avuto vetrine su strada, né a Palazzo Rammacca, né nella nuova sede. Una possibilità, per chi osserva, di confrontarsi con l’arte in contesti quotidiani, insoliti e per questo, forse, più intimi.

Lo spirito è quello di allargare la base della condivisione dell’arte contemporanea, con l’intento di rendere immediatamente disponibili, ad un pubblico più ampio, opere di autori contemporanei, lungo la promenade storica di Palermo. Un omaggio alla Città, all’arte e anche a quanti credono nella potenza silenziosa della cultura come portatrice, sempre, di bellezza.

La mostra / allestimento:
La mostra inizia dal futuro e guarda ai giovani artisti, con Ignazio Mortellaro (Palermo, 1978) che ha realizzato un grande lavoro site-specific nell’atrio al piano terra della galleria, spazio aperto sui Quattro Canti, come una project-room sperimentale a diretto contatto con il pubblico.

Il racconto continua tra il piano terra e il primo piano con un wallpaper creato da Francesco Simeti (Palermo, 1968) per la Galleria d’Arte Moderna di Palermo e presentato in una versione installativa inedita, “Gigli, Gladioli, Briganti e Migranti”, attraverso l’applicazione di alcuni elementi scultorei in gesso.

Nella stanza-biblioteca, un text-work di Italo Zuffi (Imola, 1969), risolto ‘graficamente’ per la sua personale nel 2006; su montior, il video di Marcello Maloberti (Codogno, 1966), “Circus Palermo”; a parete, un altro text work, questa volta in neon, di Lovett/Codagnone (John Lovett, Princeton, USA, 1962. Alessandro Codagnone, Milano, 1967): “Party with us”, opera che dà il titolo alla mostra e che testimonia della personale appena conclusa in galleria.

Più avanti, ci si “immerge” nella grande tela di Marco Cingolani (Como, 1961) “Amici al Garraffello”, che ci ricorda il clima in cui è nata l’attività della galleria, con la spinta entusiastica di Cingolani e Alessandro Bazan. Accanto, “Red carpet”, due grandi fotografie di Gian Domenico Sozzi (Cremona, 1960) e una scultura di Adalberto Abbate (Palermo, 1975), entrambe presentate qui per la prima volta.

La mostra prosegue con “Pisa”, una piccola e preziosa tela di Andrea Di Marco (Palermo,1970 – 2012), proveniente dalla collezione personale di Francesco Pantaleone e le piccole opere ironiche del Laboratorio Saccardi (Marco Barone, Palermo 1978; Giuseppe Borgia, Palermo 1978; Toti Folisi, Sant’Agata di Militello 1979; Vincenzo Profeta, Palermo 1977), protagonisti di una delle prime personali della galleria, nel 2003.

A terra, i tappeti di Loredana Longo (Catania, 1967), presentati ora a Palermo, che testimoniano l’attività che recentemente la FPAC ha inaugurato a Milano con lo spazio off Bad New Buisness, con una serie di mostre a cura di Agata Polizzi.

Nella sala grande della galleria altri lavori del progetto “Domani, a Palermo”, frutto della storica collaborazione con la curatrice Laura Barreca, con opere di Per Barclay (Oslo, Norvegia, 1955), Sissi (Bologna, 1977), Flavio Favelli (Firenze, 1967), Adrian Hermanides (Harare Zimbabwe,1972), John Kleckner (Iowa, USA, 1978) e Francesco Simeti, che ha realizzato per l’occasione, una nuova scultura in gesso, che fa riferimento ai teatrini del Serpotta – come proposto per la prima volta nella personale del 2008 – in un rimando continuo tra il lavoro tridimensionale e bidimensionale della sua ricerca.

Ed ancora un light-box di Manfredi Beninati (Palermo, 1970), realizzato dall’artista, dopo la sua seconda personale in galleria ma mai esposto a Palermo: un ambiente che coinvolge lo spettatore portandolo in un luogo “altro”, in un tempo sospeso.

Una menzione a parte merita il lavoro di Liliana Moro (Milano, 1961), artista che realizza per la mostra un’opera letteralmente indelebile, perché tatuata sulla pelle di Francesco Pantaleone, un marchio di amore per l’arte che arricchisce chi lo porta come gesto di appartenenza a qualcosa di speciale e unico.

Percorso nelle vetrine dei negozi:
Da Pantaleone Arte Sacra, via Vittorio Emanuele, 293 espone Aleksandra Mir (Lubin, Polonia, 1967), collages della serie “The Dream and the Promise”; da Barbisio, via Vittorio Emanuele, 298 espone Alessandro Bazan (Palermo, 1966), “Il collezionista di cravatte”, realizzato appositamente per l’occasione; Pustorino Uomo, via Maqueda, 174 espone “Gentlemen” di Benny Chirco (Marsala, 1980); Caffé Ruvolo, via Maqueda, 190 presenta un’installazione ambientale inedita della serie “Bunker”, di Stefania Galegati Shines (Bagnacavallo, 1973); Sartoria Maqueda, via Maqueda 229 espone Joanne Robertson (Manchester, Gran Bretagna, 1979); Tabaccheria di Attilio Scalisi, via Vittorio Emanuele, 319 presenta un “vulcanello” di Julieta Aranda (Città del Messico, Messico, 1975); una fotografia di Christian Frosi (Milano, 1973)all’Hotel Quinto Canto e i volti di Andrew Mania (Bristol, Gran Bretagna, 1974) al Ristorante Ferro, in Piazza Sant’Onofrio, 42.